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Incontro con Extinction Rebellion: un movimento di azione diretta non violenta nato nel Regno Unito

27-11-2019 - via Porpora 45 - ore 21.00

In previsione del 29 novembre, nuova giornata mondiale sulle problematiche del surriscaldamento globale, noi incontriamo uno dei gruppi più attivi su queste tematiche: Extinction Rebellion.
In questi giorni una ondata di ribellione ha attraversato molte capitali europee e mondiali, compresa Roma. A Londra sono stati superati i già moltissimi arresti di aprile (attorno ai 1500) mentre a Bruxelles e Parigi la polizia ha fatto più volte ricorso agli idranti e ad altri metodi violenti contro la pacifica occupazione di strade e piazze.
Extinction Rebellion chiede tre cose:
1) che i governi dicano la verità sui rischi che corriamo, legati alla distruzione degli ecosistemi e al cambiamento climatico, rischi che nel breve spazio di qualche anno o decennio possono condurre, anche qui nel "prospero" nord del mondo al collasso della civilizzazione come la conosciamo oggi;
2) che si azzerino entro il 2025 le emissioni di gas climalteranti e si arresti la distruzione degli ecosistemi naturali passando, ad esempio, a metodi e tecniche colturali rispettosi dell'ambiente;
3) che i governi investano del potere legislativo, per decidere in merito alle politiche da attuare su queste tematiche, assemblee di cittadini estratti a sorte secondo criteri di rappresentanza statistica rigorosi, le sole in grado di superare la visione miope ed egoista della rappresentanza tradizionale.
La crisi ambientale e climatica procede per accumulazione di eventi "minori" o "locali", in realtà gravissime tragedie, solo consumate lontane dai nostri occhi, distribuite nel mondo in modo ineguale tra ricchi e poveri, immigrati oppure minoranze, tra nord e sud del mondo così da causare un vero e proprio apartheid climatico. Questo non solo nel sud del mondo ma anche nei nostri campi e nei nostri allevamenti.
Al contrario, chi, con il suo modello di consumo bulimico, con i suoi lussi e assurdi sprechi, più è alla radice di questa crisi meno ne risente e chi più la subisce, sotto forma di fame, morte e migrazioni, non ne ha alcuna colpa. Questo sarà anche il nostro destino se la politica continuerà a permettere che la distribuzione del reddito avvantaggi sempre più la rendita e il capitale finanziario, che la frammentazione sociale, l'odio e l'iniquità abbia la meglio sulla solidarietà e l'uguaglianza.
I temi dell'ecologia e della giustizia sociale, del clima e del sistema tossico in cui viviamo, dei diritti di tutte e tutti, in Italia, in Europa e in ogni parte del mondo, del nord e del sud, del colonialismo e dell'estrattivismo, del land grabbing e delle risorse idriche, del lavoro e del non lavoro, si affermano rapidamente come una sola, gigantesca battaglia, la contraddizione reale che abbatte lo stato di cose presente!